Travolti da uno scontato destino, nel nerazzurro marasma di gennaio....


Sognavamo di asfaltarli, e ci ritroviamo, invece, sommersi dal bitume.
Cosa resta di un derby perso in questo modo?
Tutto e niente.
Tutto, perchè abbiamo avuto la dimostrazione sul campo che l'Inter ci è superiore, nettamente di un altro livello.
Niente, perchè, in fondo, la stagione fin qui non è da buttare, in termini di risultati e di gioco prodotto.
Restano saldi, tuttavia, quei limiti che più volte la critica ha evidenziato a proposito della rosa.
Mancano valide alternative ai titolari, non abbiamo una seconda punta che possa provare a mettere una pezza quando manca uno tra Dinho e Pato; non abbiamo un centrale che garantisca una certa affidabilità, anche se onestamente non mi sento di gettare la croce addosso a Favalli per la partita di ieri, ma è comunque un limite; ci manca un esterno alla Serginho dei bei tempi, qualcuno per intenderci che provi a spaccare le difese avversarie in percussione e in velocità.
Di Dida non voglio parlare, fiato sprecato.
Nè serve a qualcosa imputare colpe ad Abate per il primo gol: è pur sempre un centrocampista che sta imparando a fare il terzino, può starci qualche errore.
Siamo incompleti, questo è quanto.
Le colpe della società sono state mille e mille volte evidenziate, a poco serve ricordarle, credo che siano chiarissime a tutti.
Colpevole, sicuramente, nella partitaccia di ieri, è stato il comportamento di Leonardo, cui evidentemente l'adagio "affidiamoci all'usato sicuro", non è ancora uscito dalle tempie.
Mettere Seedorf per Gattuso, all'inizio del secondo tempo, è stato un tragico sbaglio, che abbiamo pagato caro.
Gli auguro che l'esperienza che accumula giorno per giorno lo porti finalmente e decisamente a guardare solo in avanti, e mai indietro.
C'è rabbia, c'è amarezza, e c'è una discreta dose di sconforto: era da tre campionati che non perdevamo entrambi i derby, in modo uno peggiore dell'altro, subendo sei gol, e andando vicini a segnare realmente in 180 minuti solo su un calcio di rigore, per giunta generoso, e peraltro sbagliandolo.
Insomma, una Caporetto in grande stile!
Tuttavia, nel mio piccolo, mi permetto di ribadire un concetto: non dimentichiamo quanto di buono fatto finora in questa stagione.
Ovunque, nelle ultime settimane, abbiamo sentito levarsi inni di lode per il bel gioco prodotto da Leonardo, che quanto meno ha il merito di averci fatto divertire dopo anni di calcio-noia.
Da qui ripartiamo, ancora più consapevoli dei nostri limiti, ma orgogliosi di una stagione che, a fronte di due derby persi, ci ha visto splendidi protagonisti a Madrid e a Torino, ci vede al secondo posto in campionato con una partita in meno, e qualificati agli ottavi di Champions, quando le previsioni di settembre ci mandavano, in questi tempi, al massimo in Europa League.
E godiamoci Thiago Silva, un acquisto il cui peso è paragonabile, secondo me, a quello di Kakà.
Vediamo cosa succede da qui a maggio, ma continuiamo a non aspettarci nulla: quello che arriverà di più sarà tanto di guadagnato, sperando, però, che la lezione di quest'anno serva finalmente a qualcuno.

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