Partenza ad handicap?

 In attesa dell'ufficializzazione di Allegri, che sembra poter slittare a fine mese, vorrei porre l'attenzione su un aspetto da non sottovalutare: non le partenze al rallentatore delle squadre allenate dal tecnico Livornese, ma la compatibilità tra il credo tattico del "mister" in pectore rossonero e l'elemento che, più di ogni altro componente la rosa, condiziona e determina la disposizione in campo della squadra.

 Sappiamo che Allegri adotta un 4-3-1-2 che prevede un regista affiancato da due cursori e un trequartista che svaria alle spalle di due punte, il tutto condito da un grande dinamismo espresso da tutti i protagonisti, regista e trequartista compresi.
 L'interrogativo principale che si pone, oltre alle differenti attitudini dinamiche della rosa rossonera rispetto a quella cagliaritana, riguarda la collocazione di Ronaldinho all'interno di questo disegno tattico; la logica suggerirebbe un suo posizionamento nel ruolo di trequartista, come affermato anche da alcuni addetti ai lavori, ma mi sembra che questa soluzione non sia poi così ovvia e automatica.

 Chi segue regolarmente il Milan si sarà accorto che il Dinho tende a piazzarsi con una certa insistenza sulla fascia sinistra, e non solo da quando è al Milan.
 Nella scorsa stagione è capitato in alcune (poche) partite, per situazioni contingenti, che gli fosse richiesto di giocare in una posizione diversa ... un paio di volte addirittura da seconda punta, ma in tutte queste occasioni si è trovato inesorabilmente attirato verso l'out sinistro da una irresistibile forza magnetica.
 Oltre a questa sua tendenza a decentrarsi, va anche detto che il Gaucho non possiede nè la mobilità nè la predisposizione al sacrificio (neanche minima) che deve avere il trequartista ideale di Allegri.


 Se, e sottolineo se, Ronaldinho giocherà in rossonero anche la prossima stagione, questa sarà la questione più scottante da risolvere per il nuovo tecnico che, a mio parere, sarà costretto ad adottare il 4-3-3 relegando ancora Pato all'ala destra, posizione nella quale la pericolosità del Papero si riduce se confrontata alle potenzialità offensive di un suo utilizzo da seconda punta con licenza di svariare su tutto il fronte d'attacco intorno al centravanti.


 Di sicuro per il nuovo tecnico non sarà una sfida facile da vincere ... esordire su una panchina così importante, gestire le forti personalità presenti nel gruppo e trovare soluzioni tattiche differenti da quelle collaudate nelle esperienze precedenti, costituiscono un banco di prova attendibile per stabilire se tanto il tecnico quanto l'uomo hanno lo spessore sufficiente per affrontare un compito così difficile ...

2 commenti:

Anonimo ha detto...

A Cagliari Allegri giocava con Cossu trequartista un giocatore tecnico e dinamico che sapeva fare la fase difensiva.

Dinho ha una qualità che Cossu si sogna ma non sa giocare in quella posizione perchè non è dinamico.

Ribadisco la mia idea: venderei Dinho e mi andrei a prendere Diego dalla Juve che con Pato e Borriello costituirebbe un ottimo tridente.

Max RC

Max Basten ha detto...

Il Diego di Brema, che abbiamo conosciuto sulla nostra pelle, sarebbe l'ideale per il gioco di Allegri.
Il Diego dello scorso anno non può essere quello vero, e la pessima stagione juventina non lo ha certo aiutato a mettere in mostra le sue qualità.
Lo prenderei anch'io visto che Krasic, Dzeko e il 4-4-2 rimarranno dei sogni ...

 
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