Ma siamo sicuri che...?

Dopo gli ultimi deludenti risultati del nostro Milan (derby e Livorno) si è diffusa la tendenza a ricercare in Ronaldinho la causa dei mali della nostra squadra, come se tutto dipendesse esclusivamente dalle prestazioni del Gaucho rossonero.
Prima di imbattermi nell’analisi che seguirà, voglio fornire brevemente delle istruzioni per l’uso:
chi scrive è uno di quelli che ha voluto Dinho al Milan (specifico a scanso di equivoci) ma nello stesso tempo non crede che Ronaldinho sia quello di tre anni fa, non crede che sia un giocatore che debba giocare sempre e per forza (non si sta in chiesa a dispetto dei santi), non crede che si possa fare il professionista fidandosi solo del proprio talento naturale senza fare sacrifici e senza una adeguata preparazione atletica.
L’unica cosa che mi riprometto di fare è quella di cercare di capire se le feroci critiche che piovono addosso al brasiliano siano giustificate o meno.
Lo scenario è variegato ma quasi tutto in una unica direzione:
“è una zavorra insopportabile”,
“è un ex-giocatore”,
“non è funzionale al gioco della squadra”,
“gioca per volere presidenziale”
e così via.
Vediamo di analizzare allora “lo scempio” di una stagione (quella passata) e tre partite (quelle di quest’anno) di avventura con la nostra maglia.
Nel girone d’andata dello scorso campionato Ronaldinho è titolare del Milan fino alla partita di Roma contro i giallorossi (penultima giornata e prima subito dopo la sosta invernale),
partendo nell’undici titolare 15 volte su 18 in campionato,
1 volta in coppa Italia
ed 1 in Coppa Uefa (praticamente 17 volte su 25).
Sono 1.164 minuti giocati in campionato, dove risulta (fino a dicembre) il primo cannoniere della squadra con 6 reti (praticamente 1 gol ogni 2 partite).
Tutti i gol (a parte quello di Palermo) risultano decisivi in termini di punti, e se il Milan negli ultimi 4 anni (dico 4) torna a vedere nel pieno della stagione la testa della classifica di serie A lo deve ai gol del brasiliano ed ai suoi assist.
Nessuno (sottolineo nessuno) risulta decisivo quanto lui.
In Coppa Uefa (sempre fino a gennaio) ha messo insieme
167 minuti e segnato 2 gol (1 gol ogni 84 minuti):
non male, tenendo anche conto che si tratta di gol decisivi per la qualificazione agli ottavi (vittoria col Braga e pareggio a Porthsmouth).
Insomma, fin qui tutto bene.
Dalla partita contro la Fiorentina comincia l’eclissi di Dinho:
in 20 partite di campionato parte titolare in sole 2 circostanze,
e mette insieme solo 440 minuti (1 solo gol realizzato).
Verrà lasciato in campo per 90’ solo una volta: gioca per intero il derby contro l’Inter, risulta il migliore in campo ed il Milan, pur sconfitto, gioca una buona partita al punto da non meritare affatto la sconfitta.
Dopo la vittoria di Bologna, il Milan pian piano esce inesorabilmente dalla lotta per il vertice, e questa inesorabilità sembra dettata dalle carenze della squadra intera, e non certo dalla “presenza” di Ronaldinho!
La squadra è quello che è, e l’uscita di scena (per esclusione tecnica) del Gaucho non apporta nessun vantaggio, anzi….!
Riepiloghiamo.
Prima stagione, 37 presenze in totale e 10 reti, per un totale di 1978 minuti disputati.
La media voto in campionato della Gazzetta dello Sport è pari a 6,07!
L’inizio di questo campionato è alterno.
Alla prima giornata incanta sul terreno di Siena: prende 7,5 in pagella sulla Gazzetta, ma soprattutto mette 5 volte davanti alla porta avversaria un suo compagno, fornisce l’assist a Pato per il primo gol ed il pre-assist a Flamini per il secondo.
Decisivo!
La seconda e la terza partita sono da dimenticare:
è avulso dal gioco, non illumina mai con delle giocate, è fermo dal punto di vista fisico!
Insomma non c’è!
Tuttavia una cosa sembra evidente:
se i suoi piedi non tirano fuori la giocata (come a Siena), il Milan non ha i giocatori per creare azioni da gol (se non per giocate individuali di Pato), ed in 2 partite partorisce la “bellezza” di 3-tiri-3 verso la porta avversaria.
Qualcosa vorrà pur dire!
Cosa?
Che il destino del Milan di oggi passa, inevitabilmente, per le giocate di Ronaldinho:
se lui “è in campo” (e non intendo solo dal punto fisico) abbiamo speranza di far male a qualcuno, se lui “è assente” difficilmente siamo in grado (ahimè)di far male ai nostri avversari.
Abbiamo la necessità (vista la rosa attuale) di puntare sulla qualità del nostro nr. 80 e… pregare! Questo è il punto di vista di chi crede che per i risultati del Milan bisogna puntare sulla qualità e non sulla quantità!
E’ per questo che chiediamo a Dinho uno sforzo ed un sacrificio in più:
lui deve credere di poter essere ancora un giocatore importante, lui deve lavorare duramente per esserlo, lui deve sacrificarsi (soprattutto in allenamento) per tornare ad essere un “fattore decisivo” per le sorti della nostra stagione.
Lungi da me l’idea di voler dimostrare che Ronaldinho sia stato in questi primi 14 mesi il miglior giocatore del Milan!
L’unica cosa che volevo sottolineare è che forse ritenerlo l’unico colpevole (in campo) delle disavventure e degli scarsi risultati della nostra squadra non è un esercizio molto serio e produttivo. E' il caso che si faccia un esame oggettivo della nostra realtà e si dividano tra tutte le componenti (società, tecnici e quasi tutti i giocatori) le responsabilità, ognuno per la sua parte.
Anche perché mi viene da fare un’altra domanda:
all’inizio di stagione Rino Gattuso aveva detto in un’intervista che il gruppo avrebbe sopperito con il carattere alle mancanze che questa squadra avrebbe avuto a livello di organico dopo le partenze di Kakà e Maldini!
Scusa tanto caro Rino:
ma qui di carattere da parte dell’intera rosa se ne è visto veramente poco, e solo a sprazzi.
E se è vero che la società ha le sue colpe per la gestione della campagna acquisti e per la costruzione della rosa, è anche vero che in campo ci vanno i giocatori, e da essi, chiunque essi siano, ci aspettiamo che gli attributi vengano tirati fuori!
E non solo

da parte di Ronaldinho!

Gianpiero Sabato

2 commenti:

Spiderman Rossonero ha detto...

Io credo in Dinho!!

http://spidermanrossonero.blogspot.com/

Anonimo ha detto...

Non ero tra quelli ke volevono Dingho quando lo vedevo con Kaka in Nazionale ritenevo ci fossero discrepanze (benkè nn mi ritengo una da saperne di tecnica ) guardando lo scorso campionato se si dichiara finkè ne ha avuto ci ha mandato in vetta alla classifica si dice il vero com'è vero con Kaka soprattutto in Roma e Juve al ritorno abbiamo giocato con un uomo in meno x mio parere

 
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